La visione nel bambino e i disturbi evolutivi specifici di apprendimento (DSA)



Vedere dieci decimi non significa avere un sistema visivo efficace!


L'occhio è il principale organo sensoriale e oltre il 75% delle informazioni che arrivano al cervello provengono dalla visione.
Lo stile di vita contemporaneo prevede un impegno visivo ravvicinato sempre più compulsivo (studio, cellulare, ecc... ), ma i nostri occhi non sempre riescono a soddisfare questa necessità.
La capacità di discriminare i dettagli non è l'unico parametro visivo che viene valutato durante l'analisi optometrica. É imprescindibile valutare il grado di cooperazione binoculare, la capacità di messa a fuoco, e il grado di sviluppo della motilità oculare.
Un sistema visivo efficace costituisce una solida base per un corretto processo d'apprendimento.
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Attraverso la graduale e piena maturazione della visione, vengono acquisite un insieme di abilità visive di base che consentono di leggere, scrivere e compiere un normale percorso scolastico. Ogni alterazione della visione va riconosciuta e trattata tempestivamente per consentirne il pieno ed efficiente utilizzo. Lo scopo finale della lettura è la comprensione ma per comprendere bisogna avere sufficienti abilità di decodifica del segno scritto, cioè avere la capacità di convertire in modo fluente e accurato i grafemi in fonemi. Il processo di conversione è quello che permette di associare alle lettere scritte i suoni corrispondenti (Tobia, Bonifacci, 2016).
I Disturbi evolutivi Specifici di Apprendimento vengono convenzionalmente identificati con la sigla DSA. Con questo termine ci si riferisce ai soli disturbi delle abilità scolastiche, e in particolare a DISLESSIA, DISORTOGRAFIA, DISGRAFIA e DISCALCULIA.
La Dislessia è un disturbo dell’apprendimento legato alla lettura che sarà imprecisa, lenta e faticosa. La Disortografia comporta difficoltà grammaticale nei testi scritti e nelle punteggiature. La Disgrafia è una difficoltà nella realizzazione grafica dei segni alfabetici e numerici. La Discalculia infine comporta una difficoltà a padroneggiare il concetto di numero, a memorizzare i fatti aritmetici e a fare calcoli (definizione dei DSA riconosciuti dalla Legge 170/2010).
In questo contesto i vari professionisti coinvolti (Neuropsichiatra, Psicologa, Logopedista) con l’integrazione dell’Optometrista e dell’ Oculista dovranno, attraverso un lavoro di équipe, riconoscere e gestire le difficoltà del bambino.
Ecco allora che abilità visive come i movimenti saccadici o di scansione, la messa a fuoco a distanza ravvicinata (accomodazione), la coordinazione visuo/motoria per il mantenimento dell’allineamento oculare sul testo o quaderno (vergenze) sono alcune delle abilità necessarie e fondamentali per l’apprendimento del complesso e straordinario processo chiamato lettura.
I problemi visivi non necessariamente sono la causa di difficoltà nell’apprendimento, tuttavia, le scarse abilità visive, interferendo con il processo di apprendimento, possono ostacolare un apprendimento veloce ed efficace. L’Optometrista a seguito di un’attenta analisi visiva può compensare un difetto visivo eventualmente presente, può consigliare, se necessario, lenti oftalmiche di performance, per prevenire l’affaticamento visivo e rendere più facile al bambino il lavoro da vicino; può proporre un programma personalizzato di educazione visiva o visual training che prevede una serie di esercizi diretti al potenziamento delle abilità visive. Inoltre informa sulle regole per una corretta igiene visiva, quali distanza di lavoro, postura, illuminazione, da osservare durante lo studio al fine di mantenere efficiente il sistema visivo.

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