Le abilità del bambino, visione e lettura.



Tratto da:

“Bambini e lettura, il ruolo della visione nelle abilità del bambino” (Maffioletti, 2008)
“Bambini e lettura. Sensibilizziamo i genitori” (Maffioletti, 2013)

Il sistema visivo dei bambini è assai flessibile fino ai 7-8 anni di vita, in quello che è definito il “periodo sensibile”. Se si verifica una condizione che non permette al bambino di percepire un’immagine singola (per esempio, uno strabismo) oppure un’immagine nitida (per esempio, un astigmatismo o una miopia elevata), si possono determinare difficoltà percettive, motorie e posturali (Camaioni, 1996). Il professionista, quando è necessario, deve fornire i mezzi ottici necessari per ripristinare e consolidare la visione nitida e singola, mettendo così il bambino in condizione di svolgere in modo efficiente e confortevole le attività visuopercettive e visuomotorie che l’ambiente richiede.

La lettura è uno dei compiti più complessi che il bambino deve affrontare. E’ un’abilità complessa, che comporta l’integrazione delle abilità visive e cognitive necessarie per poter correttamente effettuare la conversione segno-suono e quindi decodificare e comprendere il testo.

La scansione visiva di un testo scritto avviene attraverso l’esecuzione di rapidi salti degli occhi (movimenti saccadici) alternati a pause di fissazione. Nel corso delle numerose fissazioni, il lettore acquisisce ed elabora le parole osservate; i movimenti oculari consentono invece la graduale scansione dell’intero testo. L’ampiezza e il numero dei movimenti, così come la durata delle fissazioni, dipendono dalla difficoltà del testo e dalla conoscenza dell’argomento da parte del lettore. Non è sufficiente avere un’acuità visiva di dieci decimi per leggere bene. Altrettanto necessarie per la lettura sono le abilità oculomotorie (effettuare con rapidità e precisione i movimenti saccadici, intervallati dalle fissazioni), le abilità accomodative (riuscire a mantenere a lungo la messa a fuoco per la distanza prossimale), le abilità di coordinazione e integrazione binoculare (mantenere entrambi gli occhi, durante la scansione visiva del testo, in fissazione sullo stesso punto).

Leggere aumenta le possibilità del bambino di interagire con l’ambiente e, nelle civiltà evolute, costituisce una condizione indispensabile lo sviluppo di una personalità autonoma e adeguata (Stella, 2000). I bambini con difficoltà di lettura soffrono un abbassamento dell’autostima secondario al fatto che l’ambiente attribuisce la loro difficoltà di lettura a pigrizia, cattiva volontà, superficialità, mancanza di interesse per la scuola. In classe essi soffrono il confronto con i compagni che leggono bene, mentre a casa sono spesso colpevolizzati dai genitori che assumono verso di loro un atteggiamento affettivo ostile. Ciò concorre a determinare in loro una caduta di autostima, che sarà tanto più grave quanto più a lungo verranno ignorate le vere cause delle difficoltà scolastiche manifestate (Petter, 2004).

E’ importante in questi casi intervenire in modo tempestivo affidandosi agli specialisti della visione. Il medico Oculista e l’Optometrista sono i professionisti che indagano, a seconda della competenza richiesta, il bambino attraverso l’esame della vista con la somministrazione di test specifici che potranno chiarire se e di quale disturbo visivo soffre il bambino.

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